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Sanificazione e Pulizia: Procedure HACCP Corrette

Sanificazione e Pulizia: Procedure HACCP Corrette

Team Consulenti 123Haccp10 settembre 2024 4 min di lettura

Una procedura di pulizia e sanificazione HACCP deve permettere all’addetto di riconoscere cosa trattare, quale prodotto usare e come verificare il risultato. La firma sul registro indica che un’attività è stata documentata; non dimostra da sola che sporco o contaminazione siano stati rimossi. Per organizzare il lavoro occorre considerare superfici, alimenti trattati, attrezzature e condizioni del turno.

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Una procedura di pulizia e sanificazione HACCP deve permettere all’addetto di riconoscere cosa trattare, quale prodotto usare e come verificare il risultato. La firma sul registro indica che un’attività è stata documentata; non dimostra da sola che sporco o contaminazione siano stati rimossi. Per organizzare il lavoro occorre considerare superfici, alimenti trattati, attrezzature e condizioni del turno.

Distingui le operazioni

La pulizia rimuove residui e sporco; la disinfezione, quando pertinente, interviene sulla contaminazione microbica secondo condizioni definite. Nel linguaggio aziendale “sanificazione” può indicare una sequenza più ampia: descrivi le operazioni effettive, evitando che persone diverse interpretino la stessa parola in modo incompatibile. Il Regolamento (CE) 852/2004 richiede condizioni igieniche adeguate e requisiti pertinenti per locali e attrezzature.

Non utilizzare una concentrazione o un tempo di contatto copiati da una procedura precedente. Etichetta, istruzioni e destinazione d’uso del prodotto indicano condizioni da rispettare, comprese eventuali esigenze di risciacquo. Per i prodotti disinfettanti verifica il relativo quadro autorizzativo e l’uso previsto; il Regolamento (UE) 528/2012 disciplina i biocidi nel suo campo di applicazione. Una scheda di sicurezza non sostituisce le istruzioni operative.

Organizza la sequenza sulla superficie

Definisci rimozione dei residui, eventuale smontaggio, detersione, risciacquo e disinfezione quando prevista, rispettando la sequenza pertinente ai prodotti e alle attrezzature. Specifica anche asciugatura, rimontaggio e protezione dalla contaminazione successiva. Un’apparecchiatura complessa può richiedere accesso a punti che un passaggio veloce sul piano visibile non raggiunge.

Assegna frequenza e momento considerando l’uso: fine turno, cambio lavorazione, contaminazione accidentale o altre condizioni definite. Prevedi materiali separati dove necessario e modalità di gestione di panni, spazzole e recipienti. Una superficie trattata correttamente può essere contaminata subito dopo se gli utensili di pulizia sono conservati male o usati fra aree incompatibili.

Un esempio: l’affettatrice dopo una lavorazione

Prima dell’intervento, l’addetto mette l’attrezzatura nelle condizioni di sicurezza previste dal fabbricante e accede alle parti indicate dalle istruzioni. Rimuove residui, applica i prodotti secondo la procedura e verifica le zone difficili da raggiungere. Il responsabile controlla che il tempo disponibile e le competenze permettano di eseguire l’operazione, invece di limitarsi ad aggiungerla al calendario.

Quando l’attrezzatura serve alimenti con profili diversi, considera anche il contatto crociato e gli obblighi sugli allergeni. Un disinfettante non dimostra automaticamente la rimozione degli allergeni: la procedura deve valutare materiali, residui e modalità di separazione. Le decisioni dipendono dalle lavorazioni effettive e dalle evidenze pertinenti.

Registrazione e verifica hanno ruoli diversi

La registrazione riporta attività, momento, operatore e anomalie secondo quanto previsto dal piano. La verifica controlla se la procedura funziona: osservazione delle operazioni, controllo visivo, riesame dei problemi e, quando pertinenti, prove sulle superfici. Il kit per tamponi superficiali riguarda campionamenti definiti; non assegna da solo frequenze o criteri validi per ogni impresa.

Il momento del campionamento cambia il significato del risultato. Una prova dopo la sanificazione non risponde alla stessa domanda di una prova durante il servizio. Il referente deve conoscere punto, metodo e criterio prima di interpretare il referto. Un esito favorevole riguarda il campione esaminato, non certifica l’intero locale né elimina la necessità di osservare il lavoro.

Cosa fare quando il risultato non è accettabile

Valuta le cause: diluizione errata, residui non rimossi, punto inaccessibile, tempo di contatto insufficiente o contaminazione dopo il trattamento. Definisci azioni sulla superficie e, quando pertinente, valutazione degli alimenti coinvolti. Ripetere l’operazione senza correggere la causa può lasciare il problema invariato. Documenta l’intervento e la verifica dell’efficacia secondo il piano di autocontrollo.

Un esercizio per il personale

Durante la formazione HACCP, chiedi a un addetto di mostrare istruzione, prodotto e attrezzatura. Deve spiegare la sequenza e individuare cosa fare se manca un materiale o non riesce a smontare una parte. La procedura va rivista se non è eseguibile nel turno reale; non chiedere di firmare un’attività incompleta.

Domande frequenti

Più prodotto significa una pulizia migliore?

No. Rispetta le condizioni d’uso e non miscelare prodotti senza indicazioni compatibili. Quantità eccessive possono introdurre rischi e non compensano una sequenza scorretta.

I tamponi sostituiscono il controllo visivo?

Sono verifiche con obiettivi differenti. Il piano deve collegarle alle operazioni e ai criteri pertinenti, senza usare un referto per giustificare residui visibili o procedure non applicate.

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